“Quando ero piccolo nel mio paese, avevo circa 6 o 7 anni, ero con la mia famiglia, era un brutto periodo perché c’era la guerra. Anzi, c’erano due guerre: tra Etiopia del sud e del nord e l’Eritrea. Il regime di Menghistu, il dittatore, aveva tutto sottomesso, sia l’Eritrea che l’Etiopia del nord.”

(Abraham Berihun Kashay)

La vita di Abraham è stata complicata, intensa, avventurosa, ricca di affetti ed emozioni. Nasce nel 1977 in Etiopia lungo il confine con l’Eritrea. Fin da bambino impara a conoscere la guerra, la povertà, la discriminazione. E’ affetto da neurofibromatosi, una malattia degenerativa che ne sfigura parte del volto. All’età di 15 anni viene portato in Italia per cercare di curarsi o essere operato. Dopo alcuni anni si trasferisce a Varese dove, presso la famiglia Belli, ritrova il clima di amore e affetto familiare che da troppo tempo gli mancava.

Inizia a frequentare un gruppo abraham2Scout e a lavorare in maniera stabile. Tutto questo stava pian piano contribuendo a farlo diventare l’uomo forte che tanti di noi hanno conosciuto.

Nel 2006 va in Germania per subire altre due importanti operazioni.

La lontananza dall’Etiopia durata così tanti anni, non aveva però affievolito il legame con la sua terra di nascita, col suo villaggio e i parenti rimasti. Nel 2010 torna a Wellele, ritrovare le sue radici lo riempì di gioia.

In questo viaggio Abraham non ritrova soltanto le sue origini, ma scopre, seppur con qualche timore di essersi innamorato. Non importa se non tutti pensano sia la cosa giusta da fare, Abraham sa cosa prova per Zigè e decide di partire nuovamente per l‘Etiopia, stavolta per sposarsi.

“A Natale è in Etiopia, attende il matrimonio. Ha una forte cefalea. E’ felice comunque. Ha raggiunto al di là di ogni ragionevole speranza quello che sognava nella vita: ha un lavoro, aiuta i suoi fratelli, sta per avere una famiglia.
E’ felice Abraham ma la cefalea aumenta. Stavolta si tratta di forti e ripetute emorragie cerebrali e la corsa all’ospedale è una corsa vana.
Abraham muore all’improvviso l’8 Gennaio 2011, prima però che possa smettere di essere felice.”